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Il sito originario della città, Noto antica, si trova 8 km più a nord, sul monte Alveria. Qui si ritrovano i primi insediamenti umani, che risalgono all'età del Bronzo Antico o Castellucciana (2200 - 1450 a.C.), come testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti. Secondo un'antica leggenda, Neas, che sarebbe stato il nome della Noto più antica, avrebbe dato i natali al condottiero siculo Ducezio, che nel V secolo a.C. avrebbe difeso la città dalle incursioni greche. Questi la trasferì dall'altura della Mendola al vicino monte Alveria, circondato da profonde valli, in una delle quali scorre la fiumara di Noto. Ben presto Neas o Neaton, ormai ellenizzata nei costumi, entrò a far parte della sfera d'influenza siracusana.
Della città antica rimangono soltanto un tratto delle mura orientali in pietre riquadrate, in gran parte ancora esistenti, i resti dell'antica Porta di terra, un'iscrizione greca del ginnasio dei tempi di Gerone, i ruderi del castello e alcuni frammenti architettonici conservati nell'Eremo della Madonna della Provvidenza. Tutto ciò attesta ancora oggi la vetustà di Noto Vetere, la Neeturn degli storici classici e degli archeologi.
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